bmw r 12

Categoria:archivio moto
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Anno: 1941
Prezzo: Venduta
Documenti: Targa vecchia,da Passaggio
Condizioni veicolo: Restaurato
bretti
Se ufficialmente la BMW – Bayerische Motoren Werke viene fondata il 25 luglio 1917 per costruire motori d'aereo, in realtà questa azienda, successivamente convertita alla produzione di freni per treni, nel 1922 cambia nome e il marchio BMW viene adottato dalla Bayerische Flugzeugwerke AG, la cui fondazione risale al 7 marzo 1916. Nel 1920 la BMW, sotto il controllo dell'azienda di freni per ferrovie Knorr-Bremse, comincia a produrre anche motori da moto che vende alla Victoria, una casa motociclistica di Norimberga. Si tratta di motori di 500 cm³ di cilindrata, con architettura bicilindrica boxer longitudinale, cioè con i due cilindri disposti orizzontalmente e contrapposti lungo l'asse della moto, uno in avanti e l'altro all'indietro. Il primo motore, progettato dall'ingegner Martin Stolle, riprende lo schema dell'inglese Douglas, migliorato in alcune sue componenti e viene denominato BMW M2B15: equipaggia la Victoria KR-I. Contemporaneamente, nel 1921, la Bayerische Flugzeugwerke, che come la BMW ha sede a Monaco di Baviera, inizia a produrre in proprio una motoleggera di 143 cm³ denominata Flink e successivamente mette in produzione una moto sportiva con il motore M2B15 e denominata Helios, che però non riscuote il successo della Victoria. Contando sul fatto che l'azionista di maggioranza della BMW vuole puntare solo sulla produzione di freni e mal sopporta la linea di produzione motoristica, il direttore Franz-Joseph Popp, finanziato dall'azionista di maggioranza della BFW, il triestino Camillo Castiglioni, rileva tutta la produzione motociclistica della BMW ed il marchio stesso, oltre a portare con sé il capo-progettista Max Friz ed altre maestranze. Il 5 giugno 1922 la BFW cambia il nome in BMW e la data di nascita ufficiale viene quindi fissata a quella della BFW, vale a dire il 7 marzo 1916. Dal momento che nello stesso 1922 la Victoria inizia a montare un motore a valvole in testa costruito da Martin Stolle (che nel frattempo si è messo in proprio) e per ovviare alle scarse vendite della Helios, la BMW decide di produrre una moto in proprio: per il motore, Max Friz riprende lo schema di boxer precedente e tutto il resto del veicolo viene progettato ex-novo. Così alla fine del 1922 viene presentato il primo modello a marchio BMW e nel 1923 viene avviata la vera e propria produzione. L'avventura motociclistica BMW comincia quindi nel 1923 (prima ancora di quella automobilistica che partirà dal 1929) con la produzione della prima motocicletta in serie denominata R32 spinta da un propulsore bicilindrico boxer con i cilindri posti trasversalmente rispetto all'asse della moto. La trasmissione è ad albero cardanico, semplicemente detta “a cardano”; questa architettura di base sarà di lì in avanti l'icona tecnica della produzione motociclistica della casa e a distanza di quasi novant'anni è ancora quella che caratterizza la maggior parte della sua produzione. La R32 è dotata di un motore di 500 cm³ a valvole laterali, con cambio a 3 marce a leva manuale, che sviluppa 8,5 CV e consente una velocità massima di 95 km/h. Il telaio è rigido posteriormente ed ha un sistema di molleggio anteriore a forcella oscillante su un pacco di semibalestre. Il comfort, come in quasi tutte le moto dell'epoca, è affidato soprattutto alle molle sulle quali è montata la sella monoposto. Il freno è inizialmente solo posteriore a ceppo, poi viene introdotto anche il freno anteriore a ganasce. Il serbatoio è del tipo sottocanna, cioè agganciato al di sotto del tubo superiore del telaio. L'impianto luci è inizialmente un optional, mentre il tachimetro è di serie. La colorazione disponibile è nera con i filetti bianchi e questa sarà la sola soluzione cromatica, salvo rare eccezioni, disponibile fino al 1969 in tutta la produzione BMW. La moto ottiene un buon successo commerciale e la produzione si allarga nel 1925 alla R37, una moto di 500 cm³ a valvole in testa concepita per una clientela sportiva e per le competizioni, che a quel tempo si svolgevano per lo più con moto regolarmente targate. Discende da un prototipo della R32 a valvole in testa realizzato dall'ingegnere-pilota Rudolf Schleicher. Rimarrà una moto esclusiva e assai ambita dai collezionisti, in quanto ne furono prodotti solamente 152 esemplari. Ha una potenza di 16 CV, quasi il doppio della progenitrice R32. Parallelamente, nello stesso anno viene avviata la produzione di una moto di minor cilindrata, una monocilindrica a cilindro verticale di 250 cm³ dalle caratteristiche sportive e brillanti prestazioni, la R39 che presenta un freno posteriore che agisce direttamente sull'albero cardanico. La produzione degli anni seguenti vede allargare l'offerta da parte della casa: nel settore delle bicilindriche si susseguono diversi modelli di crescenti prestazioni, mantenendo però fino al periodo bellico una produzione in parallelo di moto a valvole laterali e moto a valvole in testa: queste ultime più potenti e performanti, anche perché le valvole in testa consentivano di accorciare la corsa, con regimi di conseguenza più elevati e un maggior rapporto di compressione; per contro, questi modelli risultavano decisamente più costosi. Una prima evoluzione si ha nel 1926, quando vengono presentati i modelli R42 e successivamente la versione a valvole in testa, la R47. Nel 1928, insieme ai nuovi modelli da 500 cm³ R52 ed R57, esce sul mercato il primo motore di 750 cm³ della casa, anch'esso nella doppia configurazione di valvole, montato rispettivamente sulle R62 ed R63, con quest'ultima in grado di sviluppare 24 CV. Di fatto, le prestazioni della 750 a valvole laterali sono simili a quelle della 500 a valvole in testa, ma il prezzo è inferiore ed infatti vengono venduti molti più esemplari delle versioni a valvole laterali, così come succederà per quasi tutta la produzione fino allo scoppio della guerra. Con questi modelli viene introdotto il freno a tamburo anteriore. In questi anni, la BMW si è fatta una fama di costruttore di moto di classe, robuste e performanti, ma con una gamma alta di prodotto e quindi piuttosto elitaria, tant'è che nel 1928 la sua produzione è di meno di 5.000 unità, non molto se paragonati alle 50.000 e più della connazionale DKW, allora il produttore di moto più grande al mondo, ma che costruiva soprattutto moto di piccola cilindrata. Nel 1929 la crisi economica generale, sfociata in ottobre nel crollo di Wall Street, fa scendere le azioni anche della BMW al punto che Castiglioni è costretto a rinunciare al comando dell'azienda e, di fatto, entra pesantemente nella gestione dell'azienda la Deutsche Bank. Nello stesso anno, la casa aveva introdotto la vendita a rate dei suoi mezzi, in concomitanza con l'avvio della produzione automobilistica ad Eisenach. Nel 1931 immette sul mercato la monocilindrica R2, che con i suoi 6 CV è la BMW di minor potenza mai costruita, ma che introduce l'utilizzo del freno a tamburo anche sulla ruota posteriore. Questa moto riprende una concezione estetica introdotta già nel 1929 con i modelli R11 ed R16 da 750 cm³. Infatti, il telaio viene realizzato in lamiera d'acciaio stampata ed il serbatoio è incassato tra i due longheroni superiori del telaio. Questa impostazione prosegue con i successivi modelli R12 ed R17 (del 1935), che hanno destini ben diversi tra loro. Mentre il secondo viene prodotto in poco più di 400 esemplari e rimane in produzione solo due anni, la R12 viene ampiamente sfruttata dall'esercito e ne vengono prodotte oltre 36.000 esemplari, la maggior parte dei quali in versione militare, fino alla metà della II guerra mondiale. Hanno il cambio a 4 marce, già in precedenza introdotto in un modello monocilindrico e la forcella anteriore è telescopica ammortizzata ad olio, la prima al mondo di questo tipo. A parte questo e poco altro, la R17 è una semplice evoluzione della R16, dalla cui terza serie riprende il motore da 33 CV capace di spingere la moto a 140 km/h di velocità. Nel 1936 con il modello R5 da 500 cm³ la BMW torna a proporre un modello sportivo, con un'impostazione estetica più moderna, grazie soprattutto al ritorno al telaio tubolare e con il serbatoio fissato sopra il tubo superiore del telaio, il metodo più utilizzato nelle moto di tutto il mondo. Viene affiancata dalla R6 a valvole laterali, la prima BMW con motore da 600 cm³. Sono i primi modelli dotati di cambio comandato a pedale.



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